Cucina Italiana, Ricette per il Primo e il Secondo PiattoCerca e Trova le ricette per i Tuoi Menu sfiziosi!

Blog dedicato alle ricette italiane abbinate al vino giusto per il piatto, suddiviso in categorie facili per trovare le ricette di primi e secondi per i menu più sfiziosi. Vivi online la passione per la cucina italiana ed estera. [ Registrati ]

Archivio del mese Luglio, 2006

INGREDIENTI:

  • (per 4 persone)
  • 300 g di Farina
  • 4 Uova
  • 1/2 Kg di Amaretti Scuri (Qualità Gallina)
  • 80 g Uvetta Sultanina
  • 50 Grammi di Cedro candito
  • 1 Mostaccino (Biscotto secco Speziato)
  • 1 Caramella Mentino dura
  • Cioccolato Fondente q.b.
  • 1 Bicchiere di Sambuca
  • 200 g di Grana grattugiato
  • Sale q.b.

PREPARAZIONE:

  • Preparare il Ripieno:
  • Pestare gli amaretti il giorno precedente e tenerli in una terrina
  • Tritare il cedro e l’uvetta ammollata, e unirala al biscotto “Mostaccino”, precedentemente pestato
  • Unire il tutto con il Grana, la mentina, il cioccolato fondente precedentemente grattugiati
  • Amalgamare l’impasto precedente assieme alla sambuca e alle uova, e nell’eventualità l’impasto ottenuto fosse troppo asciutto, aiutatevi con qualche goccia di brodo.
  • Preparare della pasta:
  • Il giorno seguente preparate la pasta con due uova e 300 g di farina bianca; impastate con l’aggiunta di un po’ di sale, fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido di colore giallognolo.
  • Stendete la pasta non troppo sottile, e con il bordo di un bicchiere ottenete dei dischetti in cui posizionare il ripieno, chiudete ogni dischetto dandogli una forma di conchiglia.
  • Cuocete in acqua bollente salata per circa 40 minuti mescolandoli di tanto in tanto
  • Solateli in una terrina (in dialetto “basgia”).
  • Condite sul piatto con tanto burro e salvia e grana grattugiato, adagiando ripetutamente uno strato di tortelli, burro e salvia, lasciate riposare affinché si amalgami il condimento

Ricetta suggerita da:
Bauworld Mitico Bauchiero
Il mostaccino, gli amaretti “Gallina” e tutti gli altri ingredienti li potete trovare dall’unico vero droghiere di Crema (Cazzamalli Amilcare in Piazza Giovanni XXIII - tel. 0373-257610)

INGREDIENTI:

  • (per 4 persone)
  • 8 uova
  • besciamella
  • prezzemolo tritato
  • burro q.b.

PREPARAZIONE:

  • Rassodare le uova, sgusciarle e tagliarle a metà (levare il tuorlo)
  • Preparare la farcitura Tritando i tuorli, aggiungendo prezzemolo e besciamella
  • Riempire le uova, cospargendole di noci di burro
  • Infornare per 5min

Il comune di Martina Franca detiene il primato della superficie più ampia coltivata a vite e se consideriamo le caratteristiche geologiche dell’area, sassose e sconnesse; è un record frutto della volontà dei coltivatori e un elogio delle capacità espresse dei vini D.O.C. di grande qualità prodotti nella zona.

Il vino Bianco Martina Franca, prodotto anche nella qualità Spumante, è stato insignito della denominazione D.O.C. nel 1969, le aree geografiche di produzione comprendono i comuni d’Albero Bello, Ostini e Ceglie Messapica.

Le uve impiegate sono: Verdeca (50-65% ), Bianco d’ Alessano (35-50% ), e con una percentuale massima del 5% i vitigni Fiano, o Bombino, o Malvasia Toscana.

Le seguenti caratteristiche: colore verdolino o paglierino chiaro, odore vinoso, delicato, gradevole e di sapore e asciutto con una gradazione minima 11°, sono necessarie a finche il vino si possa considerare D.O.C..

La valle d’Itria e la sua attuale coltivazione, sono figli dell’impegno dell’enologo Giacomo De Vita, che nel ricostruire i sui vigneti impose sul territorio l’allevamento di due sole qualità di vite, il Bianco d’Alessano e la Verdeca, perfettamente adatte alle condizioni del clima e del terreno della valle. Il Verdesca ama la parte ombrosa delle vallate, mentre il Bianco di Alessano preferisce le schiene delle colline.

Le fasi successive alla decantazione, sono l’aggiunta di lieviti naturali utili alla fermentazione del mosto, che avviene ad una temperatura termoregolata, e l’affinamento del vino in serbatoi di acciaio inox, a cui segue la fase di filtraggio refrigerato, antecedente all’imbottigliamento e alla sua commercializzazione successiva di 4/5 mesi.

Il Vino

Il Martina Franca si caratterizza per il colore bianco intriso di riflessi verdognoli, di sapore asciutto e con uno odore delicato e fruttato.

Abbinamento con i cibi

Si abbina bene a primi leggeri o portate a base di pesce, ma è gioviale anche nei momenti dell’aperitivo, compagno dei formaggi teneri e delicati.

Calice e Servizio

Va servito fresco ad una temperatura di 8-10° C; in un bicchiere tipo tulipano. Mentre per lo Spumante si consiglia il classico bicchiere tipo flute.

Link Consigliato

Cantine Di Marco
Promozione Turistica Martina Franca

impastare la farina, l’acqua e gli altri ingredienti e una cosa semplice ma fondamentale per una buona riuscita della lievitazione e del pane. I movimenti sono semplici ma devono essere intensi e decisi, per permettere al glutine contenuto nella farina di mescolarsi con l’acqua e l’ossigeno.
Come impastare la pasta per Fare il Pane

Per lavorare l’impasto è consigliabile operare su un piano confortevole ricoperto con la farina; utile a non far appiccare l’impasto, possibilmente di legno e con una temperatura non fredda.

La pasta va tesa, tirata e rigirata più volte su se stessa cercando di sentirla tra le mani soffice e rigonfia d’aria, in modo che se la sciata cadere si senta e si venda l’effetto di sgonfiamento, detto in gergo “il soffiare dell’impasto“.

Tutto il procedimento in media a una durata di 5 –10, in funzione della quantità di pasta da produrre per farsi il pane in casa.

Pubblicato in: Le dritte di Ila

INGREDIENTI:

  • 200g di Farina
  • Acqua q.b.
  • 1 cucchiaino di Miele
  • 1 cucchiaino di Olio

PREPARAZIONE:

  • impastare 200 grammi di farina con un po’ d’acqua, ed aggiungere un cucchiaino d’olio e uno di miele, per ottenere un impasto consistente fintanto che non risulti più appiccicoso.
    Pane di Casa
  • Date all’impasto la forma di una palla e riponetelo in una ciotola per 3/4 ore, coprendo il tutto con un panno umido, utile a non far creare la crosta al ceppo di pasta.
  • Passato il periodo di prima lievitazione, riprendete la pagnotta dell’impasto e aggiungete 3/4 cucchiai d’acqua tiepida; meglio se precedentemente bollita, per rimpastate con la farina necessaria a riportare l’impasto alla precedente morbidezza e consistenza.
  • Ripetete il passaggio precedente riponendo l’impasto in una ciotola coperta di un panno umido, ponendo il tutto in luogo della casa tiepido e al riparo da correnti d’aria, mantenendo per le successive 48 il panno sempre leggermente umido. La temperatura ideale in cui far riposare il lievito madre e di (18-20°c) evitando sbalzi di temperatura, dannosi per una buona lievitazione.
  • Con il ceppo ottenuto dai precedenti passaggi, si otterrà il pane, andando ad aggiungere nuova farina, acqua e sale. Da quest’impasto basterà togliere un pezzo grande quanto un pugno e conservalo in un contenitore ermetico (tipo barattolo di vetro).
  • La pasta madre ottenuta manterrà le sue capacità lievitativa al massimo per una settimana. Per riottenerla, basterà salvare ad ogni nuovo impasto derivato dal lievito naturale, un pugno della pasta prodotta per fare il pane della settimana.

Thanks for the compliments and the presentation to “The Italian Life”.

Questo e i commenti degli altri utenti, fanno sì che la nostra passione per la cucina sia sempre più forte, e che l’interesse a continuare e a migliorare sia alla base del mantenimento del Cirps Food Blog.

E’ bello condividere le ricette e il piacere del bere un buon vino italiano, con chiunque capiti sul nostro Blog. Lo è ancora di più veder accettato lo sforzo per creare una navigazione tra le ricette e tra le caratteristiche, come: calorie, tempo di preparazione e cottura, difficoltà della ricetta e altro.

Ringraziamo il blog “The Italian Life - Learn about Italian culture” per questo post, segnalando ai nostri lettori la lettura dello stesso per le chicche relative allo stile di vita e alla cultura italiana presente in rete.

Pubblicato in: Cirps Blog, Mondo Blog

INGREDIENTI:

  • (per 4 persone)
  • 400g riso
  • 120g burro
  • 60g cipolla
  • brodi di carne
  • 2 bustine zafferano
  • 1 bicchiere vino bianco
  • funghi porcini secchi
  • prezzemolo
  • sale
  • pepe

PREPARAZIONE:

  • Preparare il brodo con un dado vegetale
  • Fare rosolare la cipolla tritata con poco burro
  • Unire il riso e fare dorare. Aggiungete man mano che evapora il brodo.
    Preparazione - Risotto con funghi porcini
  • A cottura quasi ultimata, aggiungere lo zafferano e il vino
  • A parte far rosolare i funghi in una padella con olio e aglio. Aggiungere il vino, sale e pepe
  • Servire il riso adagiandovi sopra i funghi
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Il Vino Rosso Chianti Classico D.O.C.G. è prodotto in purezza con uve della varietà del Sangiovese provenienti dalle zone classiche del Chianti.

L’allevamento delle vite del Chianti Classico dell’azienda agricola Fontodi, avviene nella vallata detta “Conca d’Oro” a sud di Panzano, zona pregiata e vocata per la produzione dei vini Chianti.

Dopo la raccolta dell’uva, la vinificazione procede con la fermentazione e la macerazione in vasche d’acciaio inox ad una temperatura controllata di 28°-30° C, per un periodo di 16/18 con folature plurime giornaliere.

Il processo di maturazione del vino avviene in barriques di Allier per due anni, con un affinamento in bottiglia per un periodo minimo di tre mesi.

Il Vino

Il Chianti Classico D.O.C.G. è particolareggiato dal suo profumo intensamente vinoso con sentori di mammola. Il suo sapore è asciutto ed armonico, sapido e leggermente tannico.

Abbinamento con i cibi

Si abbina facilmente con piatti saporiti e di gusto intenso, come la trippa alla Fiorentina, salumi e formaggi anche Toscani. Ovviamente con la bistecca alla fiorentina si sposa perfettamente, ma riesce ad essere compagno di primi a base di carne rossa o risotti con i funghi.

Calice e Servizio

In un calice di vetro trasparente e incolore. Va servito ad una temperatura di 18°C.

Link Consigliato

Azienda Agricola Fontodi
Wikipedia - Il Chianti

Prendere l’uovo e con un ago fare un piccolo forellino a una sola delle due estremità. Immergerlo nell’acqua ancora fredda e successivamente posizionare la pentola sul fuoco.

L’utilità del forellino è quella di permette a l’aria di sfiatare/fuoriuscire per evitare di rimanere compressa all’interno del guscio.

Pubblicato in: Le dritte di Ila
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