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Il pane invecchia con il passare dei giorni, facendo cambiare l’aroma e la consistenza ed il sapore. E’ un classico che il pane bianco dopo due giorni diventa gommoso, mentre il pane integrale dopo 4gg e il pane nero dopo 8gg si induriscono.

Per ritardare questo processo di invecchiamento, basta avere cura del pane, conservandolo in un luogo fresco e in sacchetti di carta o meglio di tela, evitando quindi l’utilizzo di sacchetti di plastica, perché non permettono al pane di respirare.
Un accorgimento è quello di svuotare il sacchetto dalle vecchie briciole, che con l’andare del tempo potrebbero portare la muffa al nuovo pane.
Se volte conservare il pane più a lungo tramite il congelamento, basterà inserirlo negli appositi sacchetti da freezer, e nel caso si un pane grosso, potrete tagliarlo in pezzi con un peso medio pari al vostro consumo giornaliero.
Per scongelarli basterà metterli nel forno con una temperatura di 200°c per pochi minuti.
impastare la farina, l’acqua e gli altri ingredienti e una cosa semplice ma fondamentale per una buona riuscita della lievitazione e del pane. I movimenti sono semplici ma devono essere intensi e decisi, per permettere al glutine contenuto nella farina di mescolarsi con l’acqua e l’ossigeno.

Per lavorare l’impasto è consigliabile operare su un piano confortevole ricoperto con la farina; utile a non far appiccare l’impasto, possibilmente di legno e con una temperatura non fredda.
La pasta va tesa, tirata e rigirata più volte su se stessa cercando di sentirla tra le mani soffice e rigonfia d’aria, in modo che se la sciata cadere si senta e si venda l’effetto di sgonfiamento, detto in gergo “il soffiare dell’impasto“.
Tutto il procedimento in media a una durata di 5 –10, in funzione della quantità di pasta da produrre per farsi il pane in casa.

Prendere l’uovo e con un ago fare un piccolo forellino a una sola delle due estremità. Immergerlo nell’acqua ancora fredda e successivamente posizionare la pentola sul fuoco.
L’utilità del forellino è quella di permette a l’aria di sfiatare/fuoriuscire per evitare di rimanere compressa all’interno del guscio.

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